sabato 21 giugno 2014

Le recensioni del Grognardo: Una gemma di ghiaccio

Sono almeno tre mesi che il libro avventura “Una gemma di ghiaccio” prende polvere sulla mia scrivania. La guardia della copertina si chiede cosa stia aspettando a sfogliare il libercolo, ignara della presenza del mezzorco Huggarth alle sue spalle. Ultimamente mi ritrovo a scrivere e tradurre sempre più spesso, a portare avanti qualche gioco nel cassetto dalle molteplici vite e quindi, ahimè, non ero riuscito ancora a mettere nero su bianco questa recensione.

Quello che mi sta più a cuore di “Una gemma di ghiaccio” è proprio l'immagine di copertina, opera di Robert Fumble, immagino nome d'arte di chissà quale artista amatoriale, datata 1986. Da ragazzino, girando per le strade del mio quartiere, suppongo fosse il 1988-89, era utilizzata come sfondo per una locandina che pubblicizzava un corso per giocatori e DM di D&D. Organizzatore del seminario era il Club Treemme di Modena. Allora, come ho già detto in altri post di questo blog, mi dilettavo, neanche con troppa passione, principalmente alla lettura dei Librigame e non mi era del tutto chiaro a cosa si riferisse quell’affissione. Rimase comunque ben impressa nella mia memoria, quell'immagine, perché la riconobbi facilmente mesi più tardi utilizzata per introdurre il modulo di cui andremo a parlare, la cui stampa risale a Gennaio 1989.

lunedì 2 giugno 2014

Manco li cani, ovvero: vita da dungeon - numero 4

Salve giovani!

Giugno ci apre le porte e io vi pubblico un nuovo episodio di Manco li Cani. Ben due pagine per di più, giusto per celebrare la Festa della Repubblica, che è sempre cosa buona!

sabato 24 maggio 2014

Le recensioni del Grognardo: Gygax Magazine 1

Ho cercato un po' in rete, ma non ho trovato nessun accenno ad un articolo in italiano che recensisse il Gygax magazine. Sì, lo so, se ne parla dall'anno scorso, infatti la prima uscita risale a Febbraio 2013, tuttavia, per coloro i quali stessero leggendo con la faccia stupita, il Gygax Magazine altro non è che una rivista trimestrale sui giochi di ruolo, che si caratterizza per essere pubblicata dalla ritrovata TSR, nella quale scrivono molti autori della cosiddetta “Old School”. 
Il modello ispiratore è quello del vecchio Dragon, vuole tuttavia evitare di concentrarsi su uno specifico sistema di gioco anche se l'intento è quello di mantenere negli articoli proposti un approccio caro alla vecchia guardia. Un'operazione nostalgia in piena regola, quindi? Può darsi, ma l'effetto è stato quello di catalizzare un po' di attenzione da parte degli (ex) giocatori più maturi e rimettere assieme diversi amici con una moltitudine di aneddoti da raccontare, disposti a lavorare quasi a gratis.

mercoledì 21 maggio 2014

Breaking News: arriva l’incarnazione finale (?!) di D&D (D&D Next o 5a Edizione)

Da qualche giorno, sui blog dedicati, corre il tam-tam dell’annuncio fatto dalla Wizards of the Coast circa il programma delle uscite 2014-2015 della nuova edizione di D&D (non è presente né la dicitura 5a Edizione, né Next). Mi viene da domandarmi: mi interessa? Tocca anche coloro che sono giocatori affezionati anche di edizioni considerate sorpassate?

Giusto per intenderci, nel novero delle edizioni morte e dei giocatori veterani, raggruppo tutti, anche coloro che sono nati sotto la quarta edizione in quanto, in un qualche modo, vivranno, volenti o nolenti, più di un’incarnazione del gioco di ruolo che ha dato via al big bang di questo passatempo.

domenica 18 maggio 2014

Manco li cani, ovvero: vita da dungeon - numero 3

Ciao,


questo mese il fumetto del blog non ha ancora visto la sua uscita, motivo per il quale non pubblico le solite ciance, ma lascio spazio al grande artista.


Ci risentiamo tra una settimana o giù di lì, state bene!

giovedì 8 maggio 2014

Il giocatore di ruolo serio è quello col background!

Tra gli argomenti che mi rimangono tra le dita ancora non ho toccato una questione d’importanza cruciale: il retroscena del personaggio, a cui tutti si riferiscono tecnicamente con l’anglicismo “background”.

Che siate giocatori o DM, prima o poi qualcuno vi chiederà di scrivere o proporrà di leggere un background. È un passaggio essenziale, esistenziale oserei dire, nella vita di un gruppo perché, in buona sostanza, si ritiene di essere sufficientemente maturi e sicuri delle proprie possibilità da investire in un personaggio ancor prima che esso si cimenti nella prima avventura. Insomma, non basta più tirare le 6 caratteristiche e/o distribuire i punticini e comprare l’equipaggiamento per mettersi in marcia, prima è necessario un qualche giorno di riflessione per meditare una presentazione del proprio alter-ego.
A volte questa prassi è anche una specie di pedigree per Master esigenti o una lettera di presentazione di giocatori che vogliano dimostrare di distaccarsi dalla massa degli arraffoni da sotterraneo, categoria che è nuovamente in voga, come i jeans col risvolto e calzino in vista anni ’80, grazie ai retro-cloni. E per la quale cerco di mostrare tutta la mia simpatia!
Ci sono infatti gdr dove il background pare essere opera imprescindibile (come tutti i prodotti del World of Darkness) quindi: presentati o sei Calderoli!

martedì 29 aprile 2014

Le critiche (o colpi critici) per D&D 3.0, 3.5 e Pathfinder conditi da qualche ricordo!

Fino ad adesso non ho indugiato troppo sullo stesso argomento, diluendo i temi per cercare di non risultare noioso. Questa volta però vi beccate due post in fila sulla salsa combattimento. In realtà l’elemento nuovo, vi anticipo, è che sto per descrivere una regola opzionale per la 3.X edizione.

La parte bella del post (me lo dico da solo, in attesa che Luca mi seppellisca di improperi per una nuova, delirante, idea) però vuole essere il ricordo che sta dietro a quest’aggiunta personale. Correva infatti l’anno 2000 e usciva la terza edizione, confesso che ero elettrizzato all’idea. La rivista Dragon aveva fornito qualche anticipazione di ciò che sarebbe stato e nell’insieme mi pareva un deciso passo in avanti. La mia storia personale, invece, mi vedeva reduce da un anno passato a Londra e sognavo di tornare a trovare gli amici lasciati in terra straniera. Mi organizzai quindi un interrail in solitaria e, vagabondando tra Francia, Inghilterra, Galles e Irlanda, ebbi tutto il tempo di leggere tranquillamente Player’s Handbook e DM Guide che avevo acquistato a pochi passi da Russel square e dal British Museum.

lunedì 21 aprile 2014

I mille ingradienti del combattimento, ad ognuno i propri gusti!


Trovo particolarmente azzeccata la metafora, letta su qualche blog, che accosta D&D e la creatura messa assieme dal Dr. Frankenstein. In ogni edizione, sicuramente nella prima e nella seconda, ognuno gioca un po' come gli pare, infatti a parte quelle quattro regole base che sono propinate nel trittico fondamentale, tutt'attorno, a stretto giro di boa, vedono la luce una serie di moduli opzionali che inseriscono nuove varianti, modificano quelle già assimilate, correggono, ampliano, aggiungono, demoliscono e via dicendo. Da cosa si evince che la regola è opzionale? Direi che generalmente, nelle edizioni che ho giocato, è scritto chiaro e tondo, altre volte il tutto si cela nelle diverse varianti della formuletta: “col permesso del tuo DM, eccettera eccetera, eccetera”.
Perché faccio questa premessa? Per il fatto che oggi vorrei passare un po' di tempo a parlare della croce e delizia di qualunque giocatore di ruolo: il combattimento. Su quest'argomento, molto tecnico, si potrebbero scrivere pagine e pagine, ma siccome è Pasquetta e anche io ho dei doveri da portare avanti, devo cercare di circoscrivere il tema.
Farò quindi un breve elenco delle opzioni che adotto quando gioco alla seconda edizione, dando i relativi riferimenti e cercando di motivare l'adozione della regoletta. Ovviamente questa lista non vuole essere esaustiva, è solo un esempio del camaleonte D&D.

sabato 12 aprile 2014

Manco li cani, ovvero: vita da dungeon - numero 2

Questa settimana sono in ritardo col l'articolo. Tutti stanno parlando della loro esperienza a Play, di come la fiera sia cresciuta e di come il frutto del suo successo sia l'incredibile sforzo di persone che si mettono in gioco per semplice passione. Io purtroppo sono riuscito solo a dare una veloce sbirciata Domenica pomeriggio, ma la mia è stata per lo più una passeggiata e quindi non posso esprimermi più di tanto nonostante anche la mia sensazione sia stata quella di una partecipazione di pubblico ancora più sorprendente del solito. Si parla di quasi 28.000 tagliandi staccati al botteghino, il che fa di Play il secondo evento fieristico più visitato in città dopo Skipass. Sono soddisfazioni! Complimenti quindi ai ragazzi del TreEmme e a quelli della Tana che fanno i salti mortali per la riuscita dell'evento.

mercoledì 2 aprile 2014

La gestione del turno in un gioco di ruolo

Giusto per chiarirvi le idee non si  parla di turno inteso come round di gioco, ma di quali sono le dinamiche messe in atto dai giocatori per alternare l’attribuzione/ cessione della parola durante una sessione di gioco. Forse già intravedete dove voglio andare a parare. Quando ci sediamo al tavolo con altre persone, che siano gli amici di sempre o facce sconosciute, possiamo verificare diverse dinamiche comportamentali. In parole spicce c’è sempre il più estroverso e invece chi fatica a parlare, c’è quello che tende ad interrompere, quello che parla sempre e/o solo col master e via dicendo. Alcune delle pratiche virtuose del gioco di ruolo sono l'abitudine a parlare di fronte ad un pubblico, al ragionamento condiviso (i famosi brainstorming e problem solving), alla ricerca della concertazione (non è detto che tutti la pensino allo stesso modo o si amino a prima vista) e, non ultima, l'esercizio all’ascolto. Quelle menzionate sono delle vere e proprie abilità che non necessariamente tutti padroneggiano a dovere.

lunedì 24 marzo 2014

Racconti di Taverna - direttamente dall'Elfo Nero, le cronache del menestrello Licentious

Una delle rubriche che avevo in mente pretendeva di recensire, in maniera ironica, i comportamenti dei partecipanti ad una sessione di rpg. A chi non è capitato, da appassionato di giochi, di condividere le disavventure del proprio gruppo con un altro giocatore, di commentare degli aneddoti e di ridere, o maledire il Master, quasi che le sventure che hanno cancellato le esistenze dei propri (o meglio ancora, degli altrui) personaggi fossero esperienze reali. Essendo un gioco di comitato, non si ha mai il pieno controllo della situazione. Si è, al contrario, in una famiglia allargata, costretti a discutere le proprie azioni con la squadra di cui si è parte. I giocatori sono però creature bizzarre e non si può mai realmente sapere chi si cela dietro all’apparente mollusco che ci siede a fianco.

Queste memorie risuoneranno nuovamente qui, nella taverna dell’Elfo Nero, una delle rubriche di Kaos che più mi divertivano tanti anni fa. Per questo primo articolo mi accontento di copiare il contenuto del numero 1, restituendolo alle folle (ma de che, aho?) che popolano il web. Buona lettura e alla prossima!


Una sera tanto tempo fa, in una taverna lontana lontana...STORIE DALL'ELFO NERO compilate dal menestrello Licentious
Di tutti i posti malfamati del Multiverso, c'è n'è uno particolarmente infame: l'Elfo Nero. Una locanda frequentata dalla peggiore feccia di innumerevoli mondi, individui spregievoli che vivono accoppando mostri, rubando tesori e approfittando di povere fanciulle indifese con la scusa di salvarle dai loro rapitori. Questi biechi criminali di fronte ad un boccale di birra, di sidro, o di altre sostanze ancora peggiori, si sciolgono la lingua, e cominciano a raccontare storie inverosimili (e spesso inventate) di mirabolanti imprese. Tendete l'orecchio, avventurieri in erba... Chissà che tra tante fole non riusciate a cogliere qualche suggerimento utile per la vostra carriera.



domenica 16 marzo 2014

La Tomba degli Orrori (Tomb of Horrors) in italiano!

Ebbene sì, squillino le trombe, sia dato fiato alle fanfare: l'ho fatto! Ho sentito e letto tanti buoni propositi in giro: eventi, raduni, articoli e anche io ho deciso, per festeggiare, di dare il mio contributo a questo 40° compleanno di Dungeons&Dragons. La mia personale fatica è stata di tradurre, integralmente, nella lingua di Dante quello che, con grande probabilità, è considerato il modulo più letale mai scritto da E. G. Gygax.

Nel 1998, quando fu pubblicato, per la seconda edizione, il box "Ritorno alla Tomba degli Orrori" fu lo stesso Gygax a scriverne la prefazione ricordando i motivi che ispirarono l'originale. 

 "E' passato tanto tempo da quando la Tomba degli Orrori fece la sua prima comparsa. Prima che adattassi il manoscritto ad un formato consono alla pubblicazione, già portavo lo scenario in giro con me in una valigetta, in modo da essere pronto per quei fan che si vantavano di possedere dei personaggi talmente potenti da poter affrontare qualunque sfida l'AD&D potesse offrire. Dopo poco più di un'ora trascorsa nel misterioso labirinto, "l'ultimo giaciglio" di Acererak, i giocatori con personaggi ancora vivi ricordavano improvvisamente di avere degli impegni inderogabili da qualche altra parte. Afferrandole loro preziose schede personaggio, scappavano dalla battaglia. Coloro che avevano già perduto i loro personaggi tanto celebrati, borbottavano in disparte di "impossibili trappole mortali". Se fossi stato cattivo e crudele, avrei richiesto a quei partecipanti di consegnarmi le schede dei personaggi deceduti, le avrei strappate e quindi, con un sorriso malvagio, gli avrei chiesto il nome e l'indirizzo dei loro DM per informarli delle tristi perdite. Ma sono molto buono d'animo...

sabato 8 marzo 2014

D&D e l'8 Marzo, come coniugare l'atavico dilemma della donna e del drago?

Anche quest’anno è arrivato l’8 Marzo e ognuno di noi andrà in giro a procurarsi la mimosa per gratificare tutte quelle figure femminili che, da quando siamo bambini, hanno vegliato i nostri passi. Sicuramente ce ne sono state svariate, si saranno passate il testimone, ed ognuna avrà avuto la sua valenza sulla nostra personale formazione: non a caso si dice che dietro un grande uomo c’è sempre (almeno) una grande donna.  

Retorica a parte, penso sinceramente sia una festa importante, dal significato profondo, ancor più profondo per ogni bipede maschile con abitudini ludiche più o meno radicate. Certo perché questa ricorrenza ci rammenta che esiste anche l’altra metà della mela. Lo ammetto candidamente: anticamente, ai tempi della mia adolescenza (e forse anche un po’ più avanti negli anni), avrei negato tutto se una ragazza mi avesse interrogato circa i miei passatempi. Mai e poi mai avrei confessato di possedere qualche libricino, diciamo manuale, insomma una mezza biblioteca di tomi in inglese che regolavano e descrivevano nei minimi dettagli un mondo che non esiste. Per fortuna giocavo a pallone e questo mi dava un alibi sufficiente per apparire normale (vabbè, su quest’ultimo punto discutiamo poi in separata sede).