Anche per me, come per molti coetanei nati a metà anni '70, Dungeons & Dragons non fu il primo amore. Andò esattamente come per il sorteggio della lingua straniera alle scuole medie: desideravo apprendere l'inglese come era capitato a mio fratello, il che mi avrebbe permesso di capire cosa dicessero i primi gruppi rock che suonavano attraverso i vinili di casa, ma il destino decise che i miei maestri di vita dovevano parlare tedesco. Essi rispondevano ai nomi austeri di Werner Fuchs e Ulrich Kiesow.
Alla fine non tutto il male è andato per nuocere. Sarà la vicinanza alla Romagna, sarà Fellini che ha messo in testa strane aspettative con i suoi vitelloni, il tedesco è presto diventato una lingua flautata in grado di aprire porte e possibilità meglio di un grimaldello magico. Anche se non ne ho memoria, mio padre mi raccontava che già a quattro anni ragazzine bionde scalze e in costumino succinto mi venivano a prelevare in roulotte. Ci giocavo tutto il giorno - palette e castelli di sabbia - anche se non avevamo un vocabolario comune. Nei campeggi degli anni a venire quelle quattro frasi che avrei appreso sui banchi di scuola sarebbero divenute dei rompighiaccio di valore inestimabile.
Ma passiamo oltre...
venerdì 11 settembre 2026
Uno Sguardo nel Buio e l'introduzione all'avventura fantastica
martedì 21 luglio 2026
Circa Vinted, il Possesso, Dragonbane e Uno Sguardo nel Buio
Negli ultimi due o tre anni ho iniziato a usare Vinted con una certa assiduità. Parallelamente ho abbandonato eBay sempre più. I motivi sono ovvi a chi conosce entrambe le piattaforme, e quindi non perderò tempo a spiegarli. La grande novità è che se su eBay ero un semplice acquirente, su Vinted la mia attività è principalmente quella di venditore.
Forse saranno i cinquant'anni, ma sento gli oggetti avere sempre meno presa su di me. Ho avuto improvvisamente la necessità di disfarmi di tutto ciò che, restando inutilizzato per anni, mi dava un senso di oppressione, come se il ricordo stesso che generava mi opprimesse il petto.
Seguendo la scia di questa spinta emotiva, ho venduto quasi tutti i giochi da tavolo. Ho salvato pochi titoli carissimi come Dungeonquest - che gioco ancora un paio di volte l'anno - e Talisman, anche se quest'ultimo è in bilico verso la scaffalatura destinata ai partenti.
Ho venduto molti libri che sapevo non avrei più letto. Ho venduto diversi fumetti - anche se non ho una passione smodata in questo ambito qualche pezzo interessante lo possiedo, come i tre albi del Signore degli Anelli editi dalla Rizzoli Junior. Ho venduto persino dei regali, una cosa che mi hanno insegnato non si dovrebbe mai fare.
Mano a mano che mi alleggerisco, la sensazione di libertà cresce. In questo processo di progressivo abbandono delle cose materiali credo abbia qualche responsabilità Andrea Di Consoli, del quale ascoltai un'intervista su RadioTre un paio di estati fa. Recensivano il suo "Dimenticami dopodomani". Dopodomani, perché secondo l'autore anche l'amore più breve dovrebbe durare almeno un giorno intero.