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mercoledì 5 agosto 2026

Come un Purple Worm si mangiò un Dungeon Master

La spedizione verso l’Anello di Fiamma riprese con passo nuovo. Il tempo sembrava concedere una tregua. Le notti restavano crudeli, ma di giorno il sole scaldava la valle, facendo brillare qualsiasi cosa per miglia. 
«C’è poco da stare allegri» brontolò Dvegar, osservando i pendii carichi di neve. «Caldo di giorno, gelo di notte. Perfetto clima per valanghe.»
Ma le preoccupazioni del nano si rivelarono infondate. Per venti giorni avanzarono tra creste e canaloni, con la sensazione costante di non essere mai davvero soli. A volte era un’ombra in lontananza, altre un riflesso bianco tra le nuvole basse, mai abbastanza vicina da essere affrontato, mai abbastanza lontana da essere dimenticato.
Quando furono nei pressi dell’Anello di Fiamma, la montagna decise di ricordare loro quanto la loro situazione fosse precaria. La neve cedette sotto un boato profondo, e dal terreno emersero due masse violacee, immense e pulsanti. Dvegar sparì ancor prima che potessero avvisarlo di mettersi al riparo. Un istante era lì, con l’ascia sollevata e una maledizione sulle labbra; quello dopo, la bocca di uno dei vermi purpurei sbucati dal ventre della montagna si chiudeva su di lui con un suono umido e raccapricciante.
Dirnal reagì senza esitazione. Le parole sacre gli uscirono di bocca come schegge, e  con esse il potere di Clangeddin Barbargento. I colossi si irrigidirono di colpo, bloccati come statue viventi, i corpi tesi in pose innaturali. I Cercatori non persero tempo. Aprirono il ventre del verme che aveva ingurgitato Dvegar.  Dalle viscere, tra acidi e spasmi, trascinarono fuori il nano. Tossiva, coperto di bava e sangue, era ancora vivo.
«Sarebbe stato più onorevole essere investito da una valanga» ringhiò sputando a terra.

sabato 18 novembre 2023

10 Anni di Forgotten Realms 41100 MO

«Ah, come passa il tempo…» Dirnal era particolarmente nostalgico quel giorno. Il tiepido scoppiettare dei ceppi nel camino mitigavano il colpo di coda dell’inverno che investiva Mirabar e il Palazzo delle Udienze. L’anziano nano si avvicinò alla vetrata e osservò il panorama. La vista del Dorso del Mondo, l’immensa catena montuosa che per convenzione sanciva il confine ultimo della civilizzazione, era una spettacolo che lasciava senza fiato ogni visitatore. «Sarebbe tempo di tornare in viaggio…» borbottò.

E come, Portatore? Le gambe non ti dolgono, oggi? Vuoi forse rinunciare alla tua passeggiatina sulle mura in compagnia del giovane Etihw, che ormai ti è caro come un figlio?

Dirnal sbuffò, Whelm non aveva tutti i torti, aveva un’età, le gambe erano ogni giorno più pesanti ed Etihw era ormai pronto a raccogliere la sua eredità.

Anche tu lo pensi, dunque?

«Ho pensato “ormai”, non “è pronto”, stupido schiaccianoci!» ruggì Dirnal, «Fosse per me ti lascerei subito in mano al ragazzo, ma non desidero condannarlo alla tua scomoda presenza. Sempre a origliare e ascoltare! Non merita anche lui questa condanna. E poi non ha sufficiente controllo, è ancora troppo incauto.»

Perché, forse tu sei mai stato cauto?

Dirnal sbuffò di nuovo, stupido schiaccianoci…

giovedì 7 luglio 2022

Le Recensioni del Grognardo: Kingdom of the Ghoul (Il Regno dei Ghoul)

Come ogni giocatore di ruolo che si rispetti sa bene, uno dei passatempi preferiti quando si è lontani dai tavoli da gioco è quello di ripescare – magari al pub, davanti ad una birra - dall’album dei ricordi le diverse imprese dei propri personaggi. Nel tempo alcune campagne e moduli sono diventati talmente famosi da acquisire un’aura mistica. Alcuni esempi abbastanza scontati sono la G1-3 - la serie dei giganti -, la S1 – la Tomba degli Orrori, o la B4 – La Città Perduta. Il successo è stato tale che gli sono stati dedicati diversi sequel o cloni, altro fatto che li ha resi dei veri classici.

Ecco, la recensione di oggi è un esempio di quelle avventure che tutti gli estimatori di D&D dovrebbero provare. Infatti la penna del grandissimo Baur – sicuramente uno dei miei autori preferiti – partorì nel numero di Settembre/Ottobre del 1998 di Dungeon Kingdom of the Ghouls. All’epoca non la giocai per diversi validi motivi. Anzitutto si tratta di un’avventura di livello 9-15, che prevede un minimo di 70 livelli di personaggi giocanti. Alla 2a edizione il livello massimo raggiunto dal mio gruppo di gioco, durante una campagna di 4 anni a cadenza settimanale, fu il 9°/10°. Eravamo quindi ancora scarsi per tentare quell’impresa eroica (i veterani che leggono queste righe rammenteranno le famose sette camice madide di sudore per raggiungere il titolo di Lord). Inoltre non ero probabilmente sufficientemente maturo per approcciarmi a quell’atmosfera mefitica, carica di odio e ribrezzo, e riproporla adeguatamente ai miei amici. 

giovedì 6 giugno 2019

Le Avventure del Grognardo: MA3 - La Ricerca della Legio Manticorae vol. I

Cari Tutti,

non so se qualcuno passi ancora da qui; quando si smette di avere un contatto con gli amici per lungo tempo, spesso è perché almeno una delle parti ha intrapreso una strada nuova. Non è il mio caso. La passione è sempre quella, ma si è declinata in attività differenti, che mi tengono lontano da questo luogo. L’Orto è stato concepito per dare fiato ad una voce che ricordasse quale fosse, all’origine, il cuore pulsante di Dungeons&Dragons.

giovedì 10 gennaio 2019

Gli sproloqui del Grognardo: perché alla 5a Edizione bisogna fare i personaggi con i punti!

Salve belli!

Spesso quando ci si trova davanti ad un foglio bianco si vorrebbe scrivere qualcosa di illuminante, se non illuminante perlomeno intelligente, se non intelligente per lo meno interessante.
Non troverete nulla di ciò in questo articolo. Sto per scrivere una roba veramente nerd, così nerd che solo una ristretta fascia di sfigghi come me può voler leggere.
Io vi ho avvertito, se andate avanti in questa lettura ricadete nella categoria, anche se vi raccontate altro.

Dunque, quello che vi sto per esporre è un problema di vita vissuta. Terminata l’avventura di Natale (con un morto, ma alla 5a sapete che ci sono mezzucci, una volta considerati scorretti dai DM per bene, tipo Revivify) ecco insorgere la polemica di un anziano del gruppo (sia per età anagrafica, che presenza nel medesimo!).

mercoledì 20 giugno 2018

Una prospettiva differente: togliere le miniature ha salvato Dungeons and Dragons?

La storia di questo blog non è fatta solo di articoli originali, anzi si ciba spesso di articoli curiosi o approfondimenti che considero autorevoli. Per avere autorevolezza non bisogna essere una firma, spesso basta avere un pensiero chiaro, un po’ di esperienza sulla materia e una decente abilità espositiva. Confesso poi di tirare spesso l’acqua al mio mulino, mi concentro quindi su articoli dei quali condivido il pensiero, piuttosto che elargire la “par condicio” che la politica spesso invoca.
 

Una delle abitudini che non sopporto, e che sempre con maggiore convinzione sono propenso a evirare dai tavoli da gioco dove arbitro, è l’utilizzo del PC al posto della scheda cartacea e l’impiego di mappe 2d per fare muovere le miniature come si trattasse di giocare a Heroquest. Tollero questa metodologia di gioco per sessioni estemporanee*, ma in una campagna vera e propria la trovo un’abitudine disdicevole che non fa altro che rallentare la narrazione collettiva degli eventi. 
 

Forse per questo smisi di giocare con la terza edizione e saltai totalmente la quarta, aprendomi solo una decade più tardi lentamente e con diffidenza alla quinta.

 
Mi piace usare le miniature, ma solo per tracciare visivamente l’ordine di marcia su di uno striminzito A4 esagonato. Molto, molto raramente disegno mappe a misura di miniatura, sono casi eccezionali; ogni mappa di dungeon prende vita, come Uno Sguardo nel Buio prima e D&D successivamente mi insegnarono, su di un foglio a quadretti di quadernone.
 

I tempi moderni incombono, ma leggendo l’articolo qui sotto, pare che una delle carte vincenti dell’ultima edizione sia stata proprio quella di tornare alle origini, lasciando da parte tabelloni e miniature (ricordate il punto 3 di uno dei miei primi articoli sulla mia idea di cosa fosse D&D?).
 

Mi sono quindi preso la briga di tradurlo, perché il web pullula di articoli sulle nuove uscite, ma raramente si ferma a riflettere sulla natura intrinseca di questo passatempo. Spero di avere fatto cosa buona e condivisibile.

*Nota: in realtà faccio un'eccezione, se non addirittura consiglio l'utilizzo di miniature e mappe, quando al tavolo si gioca con bambini o ragazzini in giovane età, questo per aiutarli nel processo di astrazione e visualizzazione della situazione proposta.
 
 
 
 
Una prospettiva differente: togliere le miniature ha salvato Dungeons and Dragons?

 
Dungeons & Dragons non è mai andato così bene, grazie all'ondata di show alimentati dalla nostalgia come Stranger Things e l'Old School Renaissance, la popolarità dirette video di sessioni di gioco e una base di giocatori più ampia che include donne. Ci sono fattori molteplici a contribuire a questo successo, ma uno degli elementi vincenti è che D&D non richiede più miniature per giocare una sessione. Ma sono mai state realmente necessarie?

venerdì 25 maggio 2018

Le emozioni del Grognardo: apre l'Adventurers League Modena!

Salve a Tutti,

è da un po’ che manco su queste pagine, anche se nel post Play avrei avuto più di un motivo per scrivere, infatti ho incontrato belle persone e fatto acquisti interessanti (a cifre modiche) che mi sarebbe piaciuto condividere con voi.
La vita di tutti i giorni ha però avuto il sopravvento, per fortuna senza che vi debba narrare tragici eventi. Semplicemente è un momento così ed è inutile forzarsi al racconto quando non viene naturale, specie se non v’è alcun fine commerciale.

Colgo però l’occasione di fare un po’ di pubblicità tramite l’Orto ad un’iniziativa che mi vede in prima linea, chissà che non raggiunga orecchie che sono lontane dal mondo di Facebook e da altri canali che abbiamo provato a battere.

Dal 2 Giugno e ogni Sabato successivo, proveremo ad avviare presso i locali del Club TreEmme, in via Paltrinieri 80 a Modena, l’Adventurers League, la Lega degli Avventurieri.
La partecipazione è libera e gratuita, basta portare matita, gomma e il proprio entusiasmo.

venerdì 23 febbraio 2018

Le Avventure del Grognardo: MA2 - Il Morso del Ragno d'Oro

Come molti post accennati e mai pubblicati (per ora!) su questo blog, anche questo, data la lunga gestazione, è stato modificato, rivisto e infine riscritto da capo. Il motivo risiede in un carteggio che intrattengo privatamente col vulcanico Mauro Ferrarini che pare avere ritrovato di recente l’amore adolescenziale per D&D. Sarà un periodo della vita forse più rilassato, sarà che questa quinta edizione strizza l’occhio alla vecchia scatola rossa (in maniera furbesca, perché in realtà il gioco è molto più articolato mano a mano che si sale di livello), ma molti “old babbions” sono tornati sui loro passi, volendosi abbeverare a quella fonte dell’eterna giovinezza che è l’avventura.
 
Maurino è un buon diavolo come non se ne vedevano dai tempi del Fiend Folio, motivo per il quale architetta, scrive, sobilla e trasferisce su carta le sue macchinazioni. Dovrei arrossire di vergona mentre confesso di avere tra le mani la “MA2 – Il Morso del Ragno d’Oro” da Settembre 2017 e di non averla ancora messa a disposizione del pubblico dell’Orto, ma sinceramente speravo in qualcosa di meglio per questa scrittura della mia taverna per quattro ubriaconi. Già perché, ne parlerò più sotto, è un’avventurina dannatamente ben congegnata.

martedì 16 gennaio 2018

Gli sproloqui del Grognardo: l'avventura di Natale

Natale è passato, e così le feste. Tocca tornare al lavoro, ma rimangono i ricordi del periodo di riposo appena passato. Il mio (ma forse anche il vostro!) piccolo mondo di amici e conoscenti può essere diviso in due macro-categorie: quella degli amanti del Natale e quella dei “grinch”.
Stranamente, almeno per come la vedo io, i fobici del Natale sono in maggioranza donne. Al contrario, io appartengo sicuramente al primo gruppo, quello degli entusiasti del freddo (o perlomeno dell'alternanza delle stagioni), delle vacanze e delle luminarie. Vivo l’avvicinarsi di questo periodo dell’anno con trepidante attesa e, mano a mano che la Vigilia è prossima, assorbo ogni misticismo e rituale pagano. Preparo quindi la lista dei regali, vado a ripescare gli a scatoloni nei quali sono riposte le palline di vetro di mio padre e mio nonno, addobbo l’albero l’8 Dicembre con un sottofondo musicale adeguato, ripasso i film di una vita e scelgo quelli che durante le feste torneranno a fare la loro comparsata sul mio televisore.

giovedì 21 dicembre 2017

La sbalorditiva resurrezione di Dungeons and Dragons.

Jon Freeman, uno psicologo clinico, si sentiva esaurito. Passava i suoi giorni in un ufficio a Manhattan, coordinando decine di assistenti ricercatori intenti a testare sulle persone farmaci contro l’ansia, la depressione e l’insonnia. Cercando una via d’uscita da quella routine, notò che sua figlia spesso non aveva nulla da fare nel dopo scuola. Prendeva il controller della Nintendo Wii e scivolava in “un mondo di isolamento digitale”, ricorda Freeman. Di tanto in tanto riusciva a distrarla grazie ai giochi da tavolo. “Ebbi quindi questa idea: perché non proporre questa attività su più larga scala? Non potremmo coinvolgere il vicinato?”
 
Freeman lasciò il lavoro e, poco più tardi, nel 2011, i primi clienti – inizialmente gli amici di sua figlia – cominciarono a popolare il suo pop-up club Caffè dedicato ai giochi da tavolo, il Brooklyn Strategist, un luogo dove i bambini ed i loro genitori potevano sedersi e giocare titoli classici e meno rinomati, gustandosi portate vegetariane e analcolici allo zenzero fatti in casa. Grazie all’esperienza maturata nel laboratorio di ricerca, Jon catalogò i giochi da tavolo posseduti per abilità cognitiva, suddividendo questi passatempi a seconda della funzione del cervello che essi stimolavano – così da farne lavorare un aspetto alla volta.

domenica 21 maggio 2017

Le Avventure del Grognardo: MA1 (B4 prequel) - La mappa del vecchio Ylari

La Rete, nel senso di Web, è un po’ come un’autostrada che si percorre e svincola in tante piccole, a volte microscopiche, località dove ritrovarsi. Una meta, di per sé, racchiude infatti attributi specifici che attraggono persone con qualcosa in comune. Nel mare magnum di questi “non luoghi” digitali con qualche avventore capita anche di parlare… e di capirsi. È quanto è successo con Mauro, o meglio Maurino, come ama firmarsi il figuro sui diversi siti con cui collabora.
 
Non ho mai incontrato Mauro di persona, non ancora insomma, ma l’estate 2017 è prossima e penso di poter riparare con un viaggetto in riviera. Nel frattempo, mentre indugio su questa possibilità, mi compiaccio di condividere sull’Orto un’avventura di sua creazione.
 
Da qualche tempo, infatti, gli proponevo una collaborazione, perché il ragazzo ha una buona penna, come lo si può constatare leggendo le sue recensioni su Gioconauta. Vagliate le eventuali possibilità, siamo infine giunti a questa idea: mettere a disposizione di chi lo chieda, tramite un commento a questo post, un’avventura. Rispettando i nostri tempi, tergiversando come spesso accade, pare che ce l’abbiamo fatta.
 

martedì 4 aprile 2017

I resoconti del Grognardo: D&D Epic a Play 2017!!!

Alle Termopili si sacrificarono in 300, ma a Modena furono sufficienti 128!” - commento di un partecipante Epic di Play 2017.
 
Sono le 19.30 di Sabato 1 Aprile quando, nella sala rapporto di Modena Fiere, 20 Dungeon Master e 8 Coordinatori si scambiano occhiate accigliate. Chi porta una benda sull’occhio, chi un cappello da pirata o un elmo cornuto, tutti una maglia celebrativa: deve essere chiaro che saranno loro il bersaglio della mandria che presto si accalcherà alla sala 400.
 
Modena Fiere è stata gentilissima, ci ha messo a disposizione un abbondante buffet, acqua e Coca Cola. Non si rifiuta mai un pasto a dei condannati a morte. Quindi uno degli astanti, Michele se non sbaglio, sfodera la pozione dell’eroismo, trattasi di un distillato casalingo probabilmente vietato anche nei peggiori bar di Caracas.
 
Riempie il bicchiere a tutti. Nicola alza il calice e scaccia la tensione gridando: “Ruoliamo duro!”. I miei compagni gli rispondo con versi improvvisati e nella confusione intendo: “Facciamogli il culo!”, vabbè farò del mio meglio!

mercoledì 15 marzo 2017

Le zuppe della casa del Grognardo: sui ceppi nanici scordati in 5a edizione

Salve,
 
 
nella sempre illuminata ricerca del bello, ieri ho assistito al concerto dei Baustelle a Bologna. Pieni di omaggi per gli anni ’80, dopo le sinfonie di “Fantasma”, tornano più pop che mai. Ma l’immagine che mi porto dietro non riguarda il gruppo, bensì è quella di una ragazzina che gli ultimi venti minuti di spettacolo non ce l’ha più fatta, ha abbandonato le comode poltrone dell’Europa Auditorium  e si è messa a saltare come un grillo sotto al palco. Tempo un minuto si era scatenata una bolgia danzante. Bellissimo. Confesso di avere una mezza idea di replicare a Reggio Emilia l’8 Aprile.
 
L’emozione è spesso un sentimento collettivo, tanto travolgente e trascinante quanto condivisa. Mi capita di trascendere nelle goliardate con gli amici, alle partite di pallone, ai concerti e al tavolo da gioco. Che ci volete fare, siamo animali sociali: la bevuta solitaria e sintomo di tristezza, la bevuta in compagnia di festa; la partita alla tv fa imbestialire la compagna, la partita allo stadio la porta a inveire contro l’avversario; una canzone in solitudine è un momento riflessivo, in compagnia è un’onda emotiva trasversale.
 
E come possiamo definire un’esperienza di gioco di ruolo, come li classificano oggi, davanti alla Playstation o al PC rispetto alla loro versione carta e penna? Mi limito a dire che il secondo pare un momento più sociale.

martedì 14 febbraio 2017

Le zuppe della casa del Grognardo: circa Elfi, Critiche e Masse nella 5a Edizione di D&D

Salve a Tutti,

di recente ho ricevuto una proposta indecente, che in teoria rappresenta l’eldorado di qualunque DM: mi è stato chiesto di arbitrare un party completamente femminile. Contrariamente a quello che probabilmente pensate sto soppesando l’eventualità con attenzione, un po’ perché non ho avuto in passato esperienze equivalenti (anche se ho arbitrato gruppi misti), un po’ perché si tratta di mettere a sedere persone con una conoscenza del gioco di ruolo che oscilla tra il discreto e lo zero assoluto (sapete che quest’ultimo per me è un pregio).
La responsabilità è quindi grande perché un approccio sbagliato potrebbe rivelarsi la classica porta girevole, nella quale provi ad avviare qualcuno in una direzione e lo ritrovi immediatamente catapultato all’indietro.

sabato 14 gennaio 2017

Le Recensioni del Grognardo: la 5a Edizione di D&D, prova su strada!

Salve e buon anno a Tutti,

la fine del 2016 e l’inizio del 2017 mi hanno visto abbandonare (in parte) l’ortodossia e abbracciare il nuovo corso, ossia ho iniziato a giocare alla quinta edizione. Il merito di questa apertura va ad un DM giovane e uno di più lungo corso, che mi hanno accolto nei loro gruppi (sappiate che ho invitato questi figuri a dare il loro contributo al blog, un po’ per avere anche un contraddittorio). Quasi per caso mi sono così trovato a vestire i panni di un mago (ahimè un po’ troppo baldanzoso, e quindi già 3 metri sotto terra), di un nobile guerriero e di un abile bardo spadaccino: non celo una certa soddisfazione. Con quasi 10 sessioni sul groppone, in un momento di apertura mentale più unico che raro, ho anche provato ad immaginare la conversione dei personaggi che popolano la serie di avventure oramai quadriennale del mio variegato gruppo dell’Avanzato.

La vera molla, in effetti, è stato l’annuncio dell’uscita di un compendio, meglio dire antologia, di avventure delle edizioni precedenti, tra le quali spiccano “Tomb of Horrors”, “Against the Giants”, “White Plume Mountain” e “Hidden Shrine of Tamoachan”, la cui versione originale è recensita nelle classifiche che trovate su questo blog. Questo libro che dovrebbe riportarci agli antichi fasti si chiama “Tales of the Yawning Portal” ossia “Racconti dal Portale Sbadigliante”, riferendosi ad una famosa taverna nel cuore di Waterdeep, dove evidentemente se ne sentono di tutti i colori! La copertina, che pare particolarmente azzeccata, mostra l’oste intento ad ascoltare le peripezie, rappresentate come pensieri sfuocati alle sue spalle, che gli avventurieri (noi in questo caso, fuori campo) millantano. Geniale!

martedì 8 marzo 2016

Le Recensioni del Grognardo: brevi storie per passare una serata - Under Illefarn

Recentemente, colpito da moti nostalgici, riportavo alla memoria i personaggi di giocatori con i quali ebbi il piacere di condividere momenti di serenità e allegria. I PG portavano spesso nomi che suonavano come storpiature di ben più blasonati eroi, insaporiti però da una carica autoironica, che solo un giocatore di gdr è in grado di attribuire.
Ecco quindi che il nano Gimli cedeva il passo a “Girmi”, nome ispirato, per confessione del giocatore stesso, dalla famosa pubblicità anni ’80 del robot da cucina che si promuoveva con lo slogan: “trita, sminuzza, affetta, impasta”. Legolas diveniva invece “Salogel”, l’elfo con la gommina tra i capelli (a detta di tutti gli altri membri del gruppo); quando tirava un fallimento critico la freccia puntualmente rimaneva incollata alla “leccata” extra-forte con la quale l’elfo si acconciava la mattina.
Non posso non sorridere a questa demenza giovanile (ma neanche dovuta troppo all'età, uno dei miei vecchi giocatori ha battezzato il suo ultimo PG Imong Ituttof....ovviamente si tratta di uno gnomo). 
I figuri esigevano diverso materiale e idee per tenere impegnate le mani e io non avevo molto tempo per prepararmi, mi buttavo quindi su opere brevi, da poter leggere tutte d'un fiato. Vi assicuro che mi hanno risolto diverse serate!
Ecco spiegato quello che vorrebbe essere il senso di questo e di, spero, altri futuri articoli: recensire avventure brevissime (2-4 pagine) o spezzoni tomi-campagna, ovviamente giocate in prima persona. Vi stupirete vedendomi svariare tra prima, seconda e quarta (!!) edizione.

sabato 5 dicembre 2015

Sfonda la Porta (ovvero le news improbabili del Grognardo): Chris Perkins su D&D 5a Edizione

Provavo a parlarne proprio qualche settimana fa della strategia messa in opera dai Maghi della Costa, che subito mi trovo un aggiornamento in materia su ENWorld; si tratta di uno dei siti che mi trovo a consultare di quando in quando, giusto per avere qualche anticipazione sul materiale che vedrà la luce e per verificare le opinioni degli utenti sullo stesso. Tra l'altro non si tratta nemmeno di un sito per vecchie ciabatte come me, ma pensato per le nuove linfe che devono continuare a raccontare storie.
 
Ad ogni modo, stavo dicendo che mi trovo un articolo con qualche interessante riflessione di Chris Perkins, ossia il contributore maggiormente accreditato per la teorizzazione di questa recente incarnazione di D&D, sul nuovo corso. Non potendo tradurre l'intero articolo, mi limito anzitutto a segnalarvelo (clicca qui) e quindi, per coloro che preferissero una rilassante lettura in italiano, ad un sunto dei punti trattati che maggiormente hanno destato la mia attenzione (notate che mi sono mosso piuttosto liberamente in fase di traduzione).

giovedì 5 novembre 2015

L'opinione del Grognardo: il nuovo modello D&D Treccani

“Questi devono essere matti!” – ecco cosa andavo borbottando tra me e me, mentre sfogliavo i magnifici (!!) tomi avventura della quinta edizione. Se il ciclo “Tirannia dei Draghi” vedeva il peso specifico essere la somma del cospicuo numero di pagine e della grammatura eccezionale della carta scelta per la stampa, nelle serie “Elementali Malvagi” e “Furia dei Demoni” siamo di fronte a libercoli, si fa per dire, di 250 pagine. Ovviamente la grammatura della carta è stata ridotta, altrimenti una scogliosi era garantita, nel caso l’abitudine vi portasse a depositare le avventure in bisaccia prima di ogni sessione.
 
Ho definito magnifici i tomi, perché sono di qualità squisita, se come me siete abituati a fiutare la carta stampata per verificare la qualità dell'inchiostro. Tra l’interrogativo: “Riuscirò mai a leggerlo?” e “Riuscirò mai a giocarne almeno una parte?”, ecco l’illuminazione! Un pensiero scontato e banale quanto l’uovo di Colombo, che alla Wizards of the Coast deve aver fruttato una promozione a qualche nerd dell’ufficio Marketing; la soluzione era lì a portata di mano, bastava vederla.