Sia chiaro: come tutti i giocatori abituati a lanciare D20 da prima degli anni ‘90, sto assistendo alla nuova era del GdR con lo stupore di chi si trova a rimirare un prodigio. Figure con silhouette aliene hanno preso a popolare le nostre sessioni, deragliando con fiero candore l’etichetta conosciuta nelle terre selvagge. Una trasformazione di costume che sta apportando molti indiscutibili benefici, soprattutto nella vita reale. I giocatori hanno preso a lavarsi e mettersi il deodorante prima delle sessioni; le formule magiche intonate a colpi di rutti parlati sono memoria di cui si sussurra nelle antiche taverne, al pari delle leggendarie terre di Atlantide. I DM hanno finalmente adibito a saletta da gioco una stanza pulita, ordinata e illuminata a dovere, invece del solito garage/sala prove che nei lustri ha causato artrosi e reumatismi diffusi al gruppo. Biscotti e torte fatte in casa, tisane al finocchio, limone e zenzero affiancano il cibo spazzatura, unico vizio duro a morire nell’ambiente.
Ma partiamo dall’inizio, c’è bisogno di un flashback…
Incontro la Rompighiaccio a inizio anno durante un seminario di scrittura creativa. La prima volta la vedo attraverso il video del PC, Giulia – il suo vero nome – è una biondina sorridente dagli occhi vispi. Giulia non ha peli sulla lingua, per questo tutti si riferiscono a lei con quell’appellativo: la Rompighiaccio. Nel cassetto dei suoi desideri c’è una storia fantasy. Mi ragguaglia sulla trama e, cosa strana, il mio radar rileva-nerd inizia a trillare. Disinnesco la luce gialla, ipotizzo un malfunzionamento. Giulia continua la sua narrazione. Parla di fatati, arti oscure e maledizioni con competenza e dimestichezza. Eccolo di nuovo, il rileva-nerd. Avranno cannato l’aggiornamento software, ipotizzo. Lo spengo e riavvio una seconda volta il marchingegno. Non è possibile, mi dico, Giulia ha studiato economia. È cosa nota che a economia non ci sono nerd. Leggenda narra che alla Marco Biagi i fighetti catturino i nerd al primo appello e li gettino dalla rupe, come facevano gli spartani con i bimbi malformati. La Rompighiaccio però insiste: con una naturalezza che ai miei tempi avrei vissuto come un dolorosissimo outing, dice che sta preparando un personaggio per la campagna di D&D che inizierà da lì a breve. Fa di più: sfodera un’immagine del PG che ha chiesto di creare a ChatGPT. Mi incuriosisco. Indago sulle sue fonti e letture. Viene fuori questa parola: Romantasy. Investigando un po’, scopro che si tratta del matrimonio tra il genere fantasy e il romanzo rosa.
Oddio, mi dico, cosa è accaduto senza che me ne accorgessi?
![]() |
| Un esempio di come Giulia crea l'atmosfera della festa per le sue giocatrici |
Ecco il turning point: Giulia è per me l’anello di congiungimento tra il romantasy e D&D. Immaginate la mia faccia il mese scorso quando, con un tigellone tra i denti, ricapitolando i fatti dell’estate appena trascorsa e i progetti che ci attendono per l’inverno, mi racconta della sessione giocata il sabato sera con le amiche, tutte appassionate di questa saga.
La loro primissima sessione non le ha chiamate a liberare un villaggio dai goblin. L'obiettivo invece è stato quello di sopravvivere — ed eventualmente farsi notare — durante la Notte del Fuoco. Il celebre rito di Calanmai, preso direttamente dalle pagine del romanzo, è una festività magica e primordiale in cui il potente Signore Supremo della Corte della Primavera deve incanalare la magia della terra unendosi a una donna prescelta, per garantire la fertilità dei suoi regni. Capite bene che, di fronte a un quadro del genere, le classiche domande «chi fa il primo turno di guardia?» o «lo attacco col martello o con lo spadone?» lasciano il posto a tutt’altro tipo di decisioni strategiche.Se si guarda al mercato del gioco di ruolo, l’ambientazione trasposta da Giulia non è solo originale, ma pionieristica. Escludendo rare eccezioni storiche orientate al fantasy romantico come Blue Rose o i fermenti della scena indie e delle game jam internazionali — dove fioriscono micro-sistemi incentrati su drammi emotivi, intrighi di corte e corteggiamenti — i grandi cataloghi mainstream sono ancora quasi del tutto vergini sul fronte Romantasy. La stragrande maggioranza dei gruppi che vuole esplorare queste storie si affida all'adattamento casalingo di sistemi collaudati come D&D, piegandone le regole alle dinamiche di relazione e potere.
Ecco perché, quando ho sentito di questa intuizione, l’ho spronata senza mezzi termini: «Scrivi tutto, Giulia! Ogni sessione, ogni intrigo, ogni colpo di scena!».
La verità è che siamo di fronte a un territorio che, pur muovendo milioni di lettrici in libreria, al tavolo da gioco è ancora tutto da codificare. Nel suo piccolo la Rompighiaccio sta a Feyre Archeron, la protagonista di ACOTAR, come Gygax sta a Conan di Cimmeria.
Le sue avventure tra fatati, corti nobiliari e sguardi infuocati non sono solo un modo diverso di passare il sabato sera con le amiche: sono un potenziale nuovo filone e un modello replicabile. Un format fresco, capace di fare esattamente ciò che suggerisce il suo soprannome: rompere il ghiaccio. Abbattere quel muro invisibile che per anni ha tenuto tantissime ragazze lontane dai dadi, offrendo loro un linguaggio familiare, avvincente e divertente al tempo stesso.
Io, da vecchio orco di dungeon, ho provato a spronarla a mettere su PDF le sue idee, e spero veramente di poter leggere il suo prossimo capitolo.


Spassoso come sempre, stavolta forse anche di più. :D
RispondiEliminaAll'inizio pensavo fosse la segnalazione dell'avvento delle giocatrici, che alle mie latitudini ci sono sempre state (poche ma ce n'erano).
Null'altro da segnalare se non che Blue Rose dietro la patina queer, non necessariamente sottolineabile nelle sessioni, non era poi così romantico.