Sono almeno tre mesi che il libro avventura
“Una gemma di ghiaccio” prende polvere sulla mia scrivania. La
guardia della copertina si chiede cosa stia aspettando a sfogliare il
libercolo, ignara della presenza del mezzorco Huggarth alle sue spalle.
Ultimamente mi ritrovo a scrivere e tradurre sempre più spesso, a
portare avanti qualche gioco nel cassetto dalle molteplici vite e
quindi, ahimè, non ero riuscito ancora a mettere nero su bianco questa
recensione.
Quello
che mi sta più a cuore di “Una gemma di ghiaccio” è proprio l'immagine di copertina, opera di Robert Fumble, immagino nome d'arte di chissà quale artista amatoriale, datata 1986. Da ragazzino, girando per le strade del
mio quartiere, suppongo fosse il 1988-89, era utilizzata come sfondo per
una locandina che pubblicizzava un corso per giocatori e DM di D&D.
Organizzatore del seminario era il Club Treemme di Modena. Allora, come
ho già detto in altri post di questo blog, mi dilettavo, neanche con
troppa passione, principalmente alla lettura dei Librigame e non mi era del tutto
chiaro a cosa si riferisse quell’affissione. Rimase comunque ben impressa nella mia memoria, quell'immagine, perché la riconobbi facilmente mesi più tardi utilizzata per introdurre il modulo di cui andremo a parlare, la cui stampa risale a Gennaio 1989.