Ho cercato un po' in rete, ma non ho
trovato nessun accenno ad un articolo in italiano che recensisse il
Gygax magazine. Sì, lo so, se ne parla dall'anno scorso, infatti la prima
uscita risale a Febbraio 2013, tuttavia, per coloro i quali stessero leggendo
con la faccia stupita, il Gygax Magazine
altro non è che una rivista trimestrale sui giochi di ruolo, che si
caratterizza per essere pubblicata dalla ritrovata TSR, nella quale
scrivono molti autori della cosiddetta “Old School”.
Il
modello ispiratore è quello del vecchio Dragon, vuole tuttavia
evitare di concentrarsi su uno specifico sistema di gioco anche se
l'intento è quello di mantenere negli articoli proposti un approccio
caro alla vecchia guardia. Un'operazione nostalgia in piena regola,
quindi? Può darsi, ma l'effetto è stato quello di catalizzare un
po' di attenzione da parte degli (ex) giocatori più maturi e rimettere
assieme diversi amici con una moltitudine di aneddoti da raccontare,
disposti a lavorare quasi a gratis.
Una festa Old School |
Vi dirò, la notizia della festa,
tenutasi a New York, con cui si annunciava l'uscita del primo numero,
di cui potete vedere qui il video, fu una delle molle che mi
diedero la spinta a provare ad accomodarmi nuovamente al tavolo da
gioco dopo 12 anni di quasi totale inattività (credo di aver partecipato
ad un paio di avventure di Natale organizzate dai miei irriducibili
amici).
Ho aspettato qualche mese prima di
acquistare la copia cartacea del magazine, il pdf è disponibile qui
a $ 4,99, non per il prezzo di copertina, $ 8,95, ma per le spese di
spedizione che, se siete degli esperti utenti di eBay, saprete essere
piuttosto onerose quando si parla di commercio con l'altra sponda dell'Atlantico.
Mi sono così procurato i primi tre numeri dagli amici della Grotta
di Merlino, negozio specializzato di Brescia, i quali mi hanno fatto recapitare, a mezzo posta, le copie praticamente intonse (grazie!).
Arriviamo però al dunque: come si
presenta il Gygax Magazine? Beh, è un bel giornaletto spillato di 64
pagine più copertina, di cui direi almeno un 20% è dedicato alla
pubblicità. La carta è di buona qualità, specie le copertine fronte
e retro. Gli articoli sono in bianco e nero, mentre i fumetti a
colori.
Insomma, la qualità dell'articolo è
più che buona, considerata anche la meravigliosa copertina Still
Unlucky (ancora una volta sfortunati) messa a disposizione da
Daniel Horne, che vede ritratto un Ettin mentre sorprende due nani (o
un nano e uno gnomo) alle prese con il tesoro del maldisposto
gigante.
Dal punto di vista del contenuto,
diverse vecchie e nuove firme hanno contribuito al numero uno. Di
seguito l'elenco degli articoli e un commento più o meno breve,
anche a seconda dell'interesse che mi ha suscitato.
The cosmology of role-playing games by James
Carpio
Qui si cerca di tracciare l'evoluzione degli rpg dal Big Bang
(D&D) in avanti, cercando di esemplificare l'evoluzione
dell'hobby come si trattasse di una carta stellare.
Still playing after all
these years by Tim Kask
Articolo della memoria che
va a scavare nei ricordi di Tim. Il tutto per celebrare la magia
della narrazione e del gioco di ruolo.
Leomund's Secure
Shelter by Len Lakofka
Torna anche Lenard con il
suo salottino privato a cui cambia leggermente il nome rispetto ai
tempi in cui scriveva per Dragon. Come prima cosa parla un po' del
suo periodo lontano dai giochi di ruolo, convertito in una vera
passione per il bridge (che lo ha portato fino a Las
Vegas). Ci racconta anche di aver avuto problemi di peso, toccando le
340 libbre (155 kg, etto più, etto meno), come molti giocatori di
ruolo a suo dire (non è invece un problema made in USA, vero?).
Tornato al "peso forma" di 250 libbre (113 kg, etto più, etto meno),
si sente rinato e ci regala una delle tabelle più inutili che abbia
avuto il piacere di leggere e che dovrebbe mettere il punto all'annosa
questione: meglio un'arma +1 ai danni o +1 al tiro per colpire?
The ecology of the
banshee by Ronald Corn
Una bella ecologia sulle
banshee tra storia, miti e leggende. Idee anche per
personalizzare l'apparizione, insomma Ron si è sforzato di regalarci
un'ottima ecologia.
Bridging Generations by
Luke Gygax
Luke ci racconta della
fatica fatta per accaparrarsi una copia di Dragon #8, dove compariva
una bella storia scritta da Harry O. Fisher che raccontava di una famiglia
contemporanea dotata di poteri magici: la Finzer Family. L'articolo
ci informa come alla fine egli sia riuscito nell'intento di
condividere la stessa storia che gli lesse babbo Gary con le sue
piccoline per il giorno del ringraziamento.
Gaming with a virtual
tabletop by Nevin P. Jones
Nevin non ama i giochi da
tavolo perché troppo complicati e ci spiega che esistono piattaforme
che permettono gestire tutti quei conti che invece a noi piace tanto
fare con carta e matita.
Keeping magic magical
by Dennis Sustare
La magia non deve diventare
qualcosa di banale, si elencano quindi elementi narrativi,
meccaniche o stratagemmi di roleplay che possano essere utilizzati per
continuare a meravigliarsi di questo potente mezzo.
Playing it the science
fiction way by James M. Ward
Non essendo la fantascienza il mio genere preferito,
dopo poco ho glissato. Mi perdonerete.
Attenzione a quello che potrebbe succedervi! |
DMing for your toddler
by Cory Doctorow
Cory vuole cercare di
organizzare il modo di giocare di sua figlia di 4 anni, costruendo
con lei un palcoscenico con qualche regola presa a prestito da H.G.
Wells e D&D. Ci spiega questo semplicissimo regolamento.
Great power for ICONS
by Steve Kenson
Alcuni poteri per super
eroi.
The future of tabletop
gaming by Ethan Gilsdorf
Un articolo su cosa siamo,
cos'eravamo e, forse, dove stiamo andando. Mi ha fatto riflettere
quanto la cultura americana abbia inciso sulla mia crescita. Io e
Ethan, divisi da un oceano, abbiamo guardato gli stessi programmi
televisivi (Happy Days, La casa nella prateria, l'uomo da sei milioni
di dollari, Fantasy Island), ascoltato la stessa musica e giocato gli
stessi giochi. Ci siamo trovati come in un sogno ad occhi aperti
davanti a Guerre Stellari e il boom della fantascienza anni '80.
L'autore fa le sue congetture sull'influsso di questo passato sulla
vita moderna, sono le riflessioni di un uomo maturo che vede il suo
mondo alterarsi, ma hanno una chiave di lettura lucida e fiduciosa che ho potuto
apprezzare.
The Gygax family
storyteller by Ernest Gary Gygax Jr.
Ricordi di famiglia di
Ernest, primogenito di Gary, che ci racconta di come suo padre li
addormentasse la sera, rivoltando i grandi classici come dei calzini,
ma anche di quale infaticabile lavoratore egli fosse, dedicandosi ai suoi
sogni la notte per cercare di dargli una forma.
Talents off the
frontline by Dennis Detwiller
Amori, superpoteri e spunti
per avventure ambientati nella seconda guerra mondiale.
D&D past, now, and
Next by Michael Tresca
Michael cerca di capire se
veramente sia possibile giocare alla Next con tutto il materiale
uscito per le edizioni precedenti senza farsi venire il mal di pancia
(o di testa) da conversione.
Gnatdamp: A sanctuary
in the swamp by Michael Curtis
Un paesotto inseribile in
qualunque campagna con PNG assortiti.
Magical miscellany -
new items for AGE by Randall Hurlburt
Oggetti magici belli e
caratterizzati, un argomento banale sviluppato con perizia.
An AGE of great
inventions by Rodrigo Garcia Carmona
Talenti per il sistema AGE
La copertina di Gygax Magazine #1 |
Scaling combat feats
for Pathfinder by Marc Radle
Un approfondimento sui
talenti di Pathfinder.
Comics:
Marvin the Mage
by Jim Wampler
What's New with Phil &
Dixie by Phil Foglio
Order of the Stick
by Rich Burlew
Che impressione ho avuto dalla lettura
di questo primo numero dunque? Beh, mi allineo alla schiera di coloro
che dicono che il primo numero, salvo qualche articolo più centrato,
non sia proprio brillante. Mi sono divertito leggendo le esperienze
di questi nomi che sono oramai diventati amici immaginari, ma passato
il momento di nostalgia, oggettivamente, solo un 15-20% del magazine
è realmente utile o ispiratore. Può essere che ci fosse bisogno di
un momento introduttivo per riannodare le cime di storie perdute che
si sono allontanate, questo è almeno il senso che intravedo nell'operazione.
Non voglio quindi demoralizzare
nessuno, il numero 2 è già molto meglio e, se avrò il tempo e la
voglia, recensirò il suo contenuto in questo spazio.
I commenti di blogger anglofoni che avevo letto in merito mi sembra che fossero allineati al tuo parere. Qualcosa di interessante ma principalmente da acquistarsi per l'effetto nostalgia. Un po' di gola me l'ha fatta venire.
RispondiEliminaPiù che altro perché, potendo non sopravvivere all'anno di vita, c'è caso che diventi una rarità ;)
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