A distanza di più di un anno mi prendo la libertà di pubblicare anche qui l’articolo che ho scritto per il numero 2 di The Crimson Herald, la webzine della casa editrice che pubblica la nuova edizione de “I Signori del Caos”.
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Quando si riporta la memoria al passato spesso le date si confondono, questo perché le pietre miliari di un’esistenza si contano sulla punta delle dita: l’anniversario di matrimonio, la data di nascita dei figli, la scomparsa di qualcuno di caro…
Il 1981 è stampato nella memoria collettiva per alcuni avvenimenti che segnarono la vita di molti italiani. In alcuni casi modificarono addirittura il costume della nazione, riverberando ancora oggi, anche se in maniera inconsapevole. Fu l’anno della messa in onda della prima puntata di Quark – diretta dall’indimenticato Piero Angela – della tragedia di Vermicino, quando il povero Alfredino Rampi cadde in un pozzo artesiano e della nascita di MTV.
Ma ci sono altri avvenimenti, che da allora animano le serate e la fantasia del microcosmo nerd: il debutto di Harrison Ford nei panni Indiana Jones alla ricerca dell’Arca dell’Alleanza, la commercializzazione del primo Personal Computer da parte di IBM e, per i più piccini, l’esordio dei Puffi sul piccolo schermo. Ultimo, non per importanza, in una provincia ricca e sonnolenta, dai lunghi inverni nebbiosi – a quei tempi, oggi non è più così! – nacque il Club TreEmme.

Nonostante nel 2023 il gioco sia una realtà pop e tutti sembrino parlarne – le sale cinematografiche e le piattaforme streaming si sono improvvisamente popolate di film e serie tv, colme di citazioni e riferimenti all’editoria ludica anni ’70, made in USA – a inizio anni ottanta la situazione in Italia era molto differente. In mancanza di social e siti web dedicati, non era scontato trovare un compagno di giochi, specie quando questi giochi erano wargames con regolamenti di decine di pagine in font 8, il più delle volte in inglese. Anche più ostico poteva essere comprendere cosa fosse un gioco di ruolo, che da alcuni veniva percepito come un gioco da tavolo fallato, dove la casa editrice si era scordata di inserire tabellone e pedine.
Il punto di riferimento dei giocatori era, allora, il rivenditore e il suo negozio. Lì i giocatori avevano modo di incontrarsi, scambiare quattro chiacchiere e – come era consuetudine dei wargamer – sfidarsi!
A Modena uno di questi luoghi era la Rinascita – che poi sarebbe diventata l’Orsa Maggiore – un cross over tra una moderna libreria e un rivenditore di giochi. I commessi, anch’essi appassionati di giochi di guerra, avevano approntato un paio di tavoli nel sottoscala del negozio, dove era possibile intavolare partite per i sofisticati abituè del negozio. Quella decina di assidui frequentatori gettò le radici del Club TreEmme, sigla astrusa che sta a significare: Modellisti Militari Modenesi.
Agli albori dell’associazione le attività più gettonate erano la riproduzione delle battaglie napoleoniche con miniature di 15 millimetri e partite ai giochi di guerra, tra i quali vi erano gli splendidi titoli dell’Interational Team, assieme alle blasonate ditte di oltreoceano quali Avalon Hill e SPI. E il gioco di ruolo? Beh, i primi tempi la seriosa maggioranza di wargamisti l’aveva messo alla sbarra, perché ritenuto un passatempo troppo caciarone. In effetti, erano i soci più giovani ad andarne matti e il loro entusiasmo incontenibile sembrava non poter convivere con i cadenzati ritmi delle truppe napoleoniche. Quella restrizione non durò a lungo, poiché la voce si sparse velocemente e il numero di questi rumorosi goblin divenne presto soverchiante. I giocatori di ruolo smisero di popolare esclusivamente le pareti casalinghe e iniziarono a mischiarsi, socializzare, scambiarsi titoli e suggerimenti.
Quali erano quindi, i titoli più giocati al TreEmme: Dungeons&Dragons o la sua variante adulta Advanced Dungeons&Dragons? Runequest, Rolemaster?
Prima di rispondere a questa domanda bisogna fare un passo indietro e pensare ad un’Europa unita solo nel Mercato Europeo Comune – quella che poi sarebbe diventata la Comunità Economica Europea e quindi la Comunità Europea – dal quale la Gran Bretagna si era esclusa promuovendo altri patti commerciali con i paesi del nord Europa. Negli anni ‘80 non c’era allora, da un punto di vista commerciale, una sola lingua egemone come oggi. Durante il ciclo scolastico gli studenti potevano - a seconda del sorteggio della sezione - studiare inglese, francese o tedesco.
Per molti giocatori quindi la lingua di Albione era uno scoglio quasi insormontabile. Ecco perché al TreEmme I Signori del Caos, edito da Black Out nel 1983, era molto giocato, affiancando il famoso AD&D, supportato al massimo dal pioniere anglofono Marcello Missiroli. Vero è che nello stesso anno era approdata sugli scaffali la famosissima scatola rossa commercializzata da Editrice Giochi, ma gli autori de I Signori del Caos – Auro Miselli e Franco Tralli – erano modenesi, quindi giocavano in casa. Inoltre avevano dato una certa libertà agli entusiasti adolescenti del TreEmme, permettendogli di collaborare nella scrittura delle avventure ufficiali.
A detta di chi visse quegli anni, nelle prime convention geminiane – le famose ModCon che generarono l’attuale “Play” – tenutesi al Palamolza, il tempio della Panini, i tornei de I Signori del Caos vedevano una larga partecipazione, paragonabile a quella di Dungeons&Dragons. Si parla addirittura di tornei da quaranta partecipanti venuti da tutta Italia.
Si può dire che l’ago della bussola dei giocatori iniziò a cambiare direzione da metà anni ‘80, quando l’offerta per i novizi divenne più variegata. Nel frattempo erano diventati disponibili nuovi titoli di grande impatto come Kata Kumbas (1984) di Bero Toys e Uno Sguardo nel Buio (1986). Inoltre Editrice Giochi, oltre a fare uscire le scatole successive del Basico – la scatola Expert e il Companion -, aveva localizzato una serie di avventure che oggi sono grandi classici, battuti a peso d’oro su eBay: La rocca sulle terre di confine, Il palazzo della principessa d’argento, La città perduta, Il castello degli Amber, La maledizione di Xanathon, Il maestro dei nomadi del deserto, per citarne alcune delle più famose.
A fine anni ‘80 D&D base era così popolare nel mio quartiere che, posso testimoniare, si giocava anche nelle polisportive dalle grandi compagnie celebrate dagli 883 in Gli Anni.
Anche al Club TreEmme nel frattempo era avvenuto un avvicendamento di sistemi, per opera di alcuni avanguardisti che avevano introdotto Advanced Dungeons&Dragons e le epopee classiche gygaxiane: la G1/3 Steading of Hill Giant Chief, Glacial Rift of the Frost Giant Jarl e Hall of the Fire Giant King; D1/3 Descent in the Depth of the Earth, Shrine of the Kuo-Toa, Vault of the Drow; e la Q1, Queen of the Demonweb Pits. I giocatori di Modena quindi erano quindi sempre più simili per esperienze ai corrispettivi americani e inglesi.
L’entusiasmo era tale che fu necessaria una sede fissa, non condizionata al buon cuore degli addetti dell’Orsa Maggiore. Il TreEmme si trasferì allora alla Polisportiva Crocetta, ma quella fu solo la prima delle numerose sedi dove il Club dovette trasferirsi, dal momento che gli spazi richiesti dovevano essere sempre maggiori per ospitare nuovi affiliati all’associazione.
Negli anni il Club TreEmme è arrivato a superare i duecento soci, ad avere una sede con accesso esclusivo alla quale questi ultimi possono accedere ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Le serate più frequentate rimangono i tradizionali Lunedì e Venerdì sera, oltre al Sabato pomeriggio, ma è sempre possibile trovarvi qualcuno, mettendosi d’accordo su di una community whatsapp con più di 30 gruppi dedicati ad attività ludiche differenti. Oggi continua ad avere una frangia di appassionati di wargames e giochi storici, ma ovviamente i giochi moderni – american e german – la fanno da padrone, oltre agli intramontabili giochi di ruolo.Negli ultimi anni si sono ritagliati una fetta in associazione anche giocatori di giochi per console che organizzano tornei trasmessi in streaming su Twitch. Pur non gestendo più direttamente “Play”, il TreEmme ne è stato l’ideatore e il fondatore nel 2007, e ancora oggi continua a contribuire gestendo l’area Hot List, dove i soci dimostrano le ultime novità delle case editrici che prendono parte alla fiera, ma riproponendo anche classici del passato come nell’edizione del 2024.
In sintesi, in più di 40 anni di storia il Club TreEmme ha navigato tra alterne vicende – incluso il rogo di una sede – sapendo crescere, modificarsi, rinascere dalle proprie ceneri. Molti visi hanno calcato le sue strutture, giocato, condiviso esperienze, lasciato qualcosa di sé, poiché questo è il principio primo dell’associazionismo che ha contraddistinto la cultura emiliana dal dopoguerra in avanti. In un mercato che è sempre più mordi e fuggi, astratto e “porzione singola” per citare Palahniuk, il Club TreEmme rimane una risorsa della città di Modena capace di dare ancora risposte alla necessità di socialità e sano divertimento senza pensieri.
Scaricato e letto a suo tempo :)
RispondiEliminaQuest'anno a Bologna ho intervistato anche il patron di Litissea.
Ma pensa te! Leggi proprio tutto tu, eh!
EliminaTutto ciò che è interessante. ;)
EliminaAh, la risposta di cui sopra l'avrei messa da un paio di giorni, ma Blogger non faceva mettere commenti e risposte per un po', chissà che problemi aveva.
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