giovedì 11 agosto 2016

Le zuppe della casa del Grognardo: il Monaco

In uno dei primissimi articoli dell’Orto avevo parlato di due figure ritenute scomparse tra prima e seconda edizione: l’orchetto e l’assassino. Avevo poi preparato, per un seguente post mai pubblicato, un lungo compendio di incarnazioni dell’altra classe scomparsa: il Monaco (per lo psionico, a stretto giro di boa, usci un manuale dedicato, così come più tardi avvenne per il barbaro). L’elenco era veramente lungo, tanto che, rileggendolo, lo trovai noioso. Giusto per il sapore della cronaca, senza scendere a quel livello puramente compilativo, sappiate che il monaco fu concepito prima come kit (nel manuale dei Preti), quindi come classe (in varie salse nei manuali dei Reami o nei successivi Player’s Option, ecc.).
 
Nessuna di queste versioni, tuttavia, fu capace, in 10 anni d’Avanzato, di stuzzicare la curiosità dei miei giocatori, vuoi che la classe orientaleggiante mal si sposa col fantasy classico, vuoi che, per ragioni di fede politica (l’Emilia Rossa), nessuno volesse fregiarsi dell’appellativo di “prete”. A ben pensarci credo che nessuno dei miei amici abbia giocato un chierico ai tempi del D&D base, e solo in tarda età (attorno ai venti) qualcuno abbia infranto questa barriera ideologica.

lunedì 18 luglio 2016

Le Sorprese del Grognardo: Atrio Magnificente



Cari Tutti,

mi fa specie dirlo, ma con la bella stagione si gioca sempre meno; sono lontani quei periodi estivi nei quali si era tutti a casa in attesa delle ferie d’Agosto dei genitori e nel giro di un mese si ammucchiavano 5/6 livelli d’esperienza. Si giocava dal mattino alle nove e ci si salutava a mezzanotte, in una sessione continua che prevedeva una pausa solo a pranzo e cena. Erano i giorni dell’avventura, ci si svegliava con l’entusiasmo di una giornata già piena. Faceva eccezione il Sabato sera, quando camminavamo fino alla più vicina pizzeria (non esisteva l’asporto a domicilio) e passavamo la serata a ripassare i momenti più intriganti del nostro mondo fantastico.

Ricordo con piacere quel periodo, che la mia memoria ha dilatato, ma ho idea sia durato in realtà 2 o 3 anni. Qualche stagione dopo le nostre avventure si spostarono in strada, con motorino o bicicletta come destrieri ad esplorare un mondo, mai ce lo saremmo aspettato, più vasto e imprevedibile. Diciamo che passammo così la pre-adolescenza, che, stando ad altri racconti, spesso è un periodo più delicato e ribelle. E invece noi si viveva in un mondo di sogni. Qualcuno si è poi chiesto, se il tempo passato in quel modo abbia sfasato altri tempi dell’adolescenza.

Difficile giudicare, col tempo le sessioni di D&D furono rimpiazzate dai tornei estivi di calcio e calcetto, dagli abbordaggi (spesso con pessimi esiti, bisognava farsi le ossa…) in strada, alla ricerca di un modo nuovo di comunicare. In questo nuovo regolamento il Carisma contava più della Forza, Charm si rivelava un incantesimo più decisivo di Palla di Fuoco, ai muscoli si sostituiva l’aspetto e il savoir-faire. Che ambientazione decisamente particolare, e che quest imprevedibile l’amore!

Ma quelle due/tre stagioni rimangono momenti felici, di grande unità e solidarietà tra me e i miei vicini di casa/amici. Sono la mia personale sceneggiatura di “Stand by me” (il film diretto da Rob Reiner, al quale dobbiamo anche “Harry ti presento Sally”) e posso solo concludere questo post nostalgico come chiude il film, omaggiando le persone che condivisero con me quel periodo: “Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?”.


venerdì 10 giugno 2016

Grognardo's Home Soups: the Sorcerer

Hello,
 
second article in English, following the one where I was discussing “Ascending Hit Points”. This time I will talk about a custom class I created some time ago in order to retro-convert a 3rd edition adventure. Not sure I have already said already, but, for your information, I am not interested a lot reading about revised rulebooks and knowing how to combine effectively feats or special abilities. I love however reading adventures, in my opinion these are bread and butter of every Dungeon Master. Being limited the material translated in Italian, in my country is quite common for players concentrate on rulebooks. Imagine I met seasoned players (with more than 10 years’ experience) that had never played an official module. They usually told me they were writing their own story. I honestly think they were doing a good job, however I am convinced that you would not go around saying that the book you wrote is the best one, without having read before the classics. Instead, this statement is so common in my country.
Anyway, I am going a bit out of the scope of this article. I was saying that, if you like adventures, you might want to retro-convert one or some of the characters contained in it. What happens if you need to do that practice for a class which does not exist in your rule-set? That what happened to me for the 3rd edition Sorcerer. The possibility to cast spells without memorizing them in the morning was foreseen originally in “Spells and Magic” book, but I really never used that option. I do not like spell-points. I then decided to move in a direction that might be used with the core system, without touching the rules.
I anticipate this class is not fully tested, so please, be forgiving with me.

venerdì 3 giugno 2016

Il Grognardo in Rosa: il Primo Live

Salve a Tutti,

apre una nuova rubrica dell'Orto: il Grognardo in Rosa.

Se ne sentiva il bisogno perché il gioco di ruolo, come il calcio, come la boxe, come fare la pipì in piedi è un'attività quasi esclusivamente maschile. Scrivo quasi, solamente poiché, recentemente, ho potuto assistere alle prime contaminazioni di genere (sarà per i romanzi della Rowling, per i film di Jackson, per il successo di Big Bang Theory, ma qualcosa pare sia successo negli ultimi 15 anni). Gianna Masetti, sempre sia lodata, ne parlava ampiamente nei suoi resoconti su Kaos e già mi sono permesso di ripescare un suo articolo dei tempi andati. 
Non so se sia la parola "gioco" a mietere sul nascere l'interesse del gentil sesso, o i temi trattati, o il modo in cui essi vengono portati in scena, o meglio ancora, chi li pratica.

Sono domande a lungo dibattute, certo è che, anche con la più buona volontà, non mi posso permettere di approfondire questi argomenti, senza avvalermi di un esperto. Ho così gentilmente chiesto ad una giocatrice di farmi da consulente e pubblicare, speriamo con regolarità, qualche articolo sulle sue avventure in un mondo che sa un po' troppo di "uomo che non deve chiedere mai"!

Maria, la nostra guida, è salernitana, ha abitato per diversi anni a Modena, ma da qualche mese è tornata ai lidi natii. Lì prosegue la sua attività ludica, per quanto ne so gioca a Pathfinder e non è per niente digiuna di giochi da tavolo. Se non ricordo male subisce il fascino dei dadi, mentre rimane piuttosto fredda davanti a giochi in stile teutonico o che simulino conflitti bellici.

Beh, ci siamo scambiati qualche messaggio dove le ho posto i fatidici quesiti: perché le donne non giocano? le Dungeon Mistress sono come le Entesse? può il giocatore di ruolo avere il fascino maschio di Marlon Brando?

Ho un'idea delle risposte, ma ovviamente le mie sono supposizioni. Sarà Maria a darci un punto di vista differente, dall'alto delle sue (dis)avventure con una ciurma di svitati!

A lei la parola.     


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La prima volta che mi fu proposto di partecipare a una sessione di D&D accettai con un po’ di perplessità. Ero attratta da questo mondo fantastico e appassionata del mondo fantasy da sempre, mi ritenevo una piccola nerd in erba, pronta ad affrontare il grande passo del gioco live. Non sapevo quello che mi aspettava, ma nutrivo grandi speranze di poter essere all’altezza di calarmi completamente nei panni di una grande eroina pronta a salvare il mondo dalle insidie del male.

Non sapevo quanto la realtà mi avrebbe dato torto.

Ero l’unica ragazza al tavolo, e ovviamente tutti gli sguardi erano puntati su di me. C’era chi mi guardava con aria interrogativa, chi si stava chiedendo quanto ne sapessi del gioco, chi da subito si approcciò a me come con una scolaretta alle prime armi e chi semplicemente mi ignorava già pregustando la sessione con fare sognante. Il master, la povera anima che mi aveva proposto di giocare, era l’unico a preoccuparsi che fossi a mio agio e cominciò ad elencarmi quelle che sarebbero state le attività della serata, probabilmente non avremmo giocato quella sera, dovevamo CREARE LA SCHEDA. Pensai tra me e me “un’intera serata solo per creare la scheda? E che sarà mai?!?”. Per non fare brutta figura avevo cercato su internet le meccaniche del gioco, come funzionava il tiro dei dadi, come si combatteva ed ero rimasta affascinata dal meccanismo pur capendoci onestamente davvero poco. Quando tutti furono pronti, finalmente ci sedemmo…e iniziò il delirio.


martedì 24 maggio 2016

Grognardo's Home Soups: regarding Ascending Hit Points!

Hello,

I decided to start posting every now and again also in English, translating those articles I am more fond of. There is also some desire to reach a wider audience. Well, that is my start then. For those, english mother tongues, visiting this page, please forgive any grammar mistake. As we say: it is what it is!
Written the necessary introduction, let us move to the topic of today: Ascending Hit Points.
This rule was originally created, (as far as I know), by Andy Bartlett, in fact I read it for the first time on his blog Know World, Old World. I thought the idea was brilliant, as one of the issue I always had with Hit Points in general is the fact it results predictable for player to judge, according to his current conditions, if an encounter or trap can be deadly (I have heard of characters throwing themselves from a cliff, stating to the DM that the PC would have suffered no more than 10D6 damage, saving that way from another deadlier unpredictable danger).
In other words, with this rule we are trying to make players life more difficult.

giovedì 5 maggio 2016

Le Sorprese del Grognardo: la Sala con Colonnato

Care muffe e affini,
 
la primavera è tornata a guastarci le giornate, obbligandoci a prolungare la permanenza nelle nostre cripte. L'odioso disco d'oro che rende possibile la vita si prende la sua rivincita, rendendo la nostra caccia ancora più faticosa...
 
Meglio che smetta, va, altrimenti si rimettono in giro quelle voci terribili su giocatori e nefandezze varie.
Mi andava di iniziare così, come si faceva in seconda copertina in Dylan Dog. Come me la ridevo! Vi assicuro che quelle brevi introduzioni erano quanto di più adeguato per anticipare la nuova mirabolante avventura dell'indagatore dell'incubo.
 
Dai 12 in avanti, la mia pre-adolescenza correva su questi binari: Dylan Dog e Dungeons and Dragons. Era un caso che entrambe le mie passioni avessero queste iniziali?
Non credo nelle coincidenze, diceva lui, specificando che si chiamava Dylan  e non Dailan (io ci misi 5/6 numeri per correggermi).
 
Come me la passo? Benino. Ci siamo fermati col gruppo attuale, e così staremo almeno fino a Luglio, ma mi sono permesso di avviarne un altro, con 5 nuovi/vecchi giocatori. Questa volta si giocano i cattivi, così la nuova Compagnia vedrà protagonisti: un prete di Bane, un incantatore, un gigante (solo 3 mt), uno gnoll e un mongrelman. Bello. Per ricordarci di guardare da ogni angolazione. Proprio come concludeva Dylan, quando i mostri non erano i mostri, ma noi umani.

venerdì 15 aprile 2016

Le zuppe della casa del Grognardo: lo Stregone

Come anticipato in altri post, d’abitudine, leggo pochi (anzi pochissimi) regolamenti, e mi concentro invece sulle avventure, di qualunque edizione esse siano.  Se l’edizione non coincide con quella che utilizzo, ignoro bellamente le statistiche, mentre cerco di carpire se nell’intreccio ci sia qualcosa di intrigante. Quest’esercizio è indolore, poi quando si porta l’avventura (le avventure in verità, a seconda delle scelte dei giocatori apro questo o quel modulo in una ragnatela mentale che ho confezionato) al tavolo è facile trasporre i mostri (io applico una brutale sostituzione alla pari, tranne in casi eccezionali), meno può succedere per PNG molto articolati. In quest’ultimo caso è necessario prepararsi un minimo. Infatti se capita di doversi cimentare in una “retro-conversione” può capitare di trovare che qualche pezzetto del puzzle non esista nell’edizione più arcaica.
Così è capitato per lo stregone della terza edizione, perché mai, prima dei famosi Player’s Option di fine anni ’90, si era parlato di non obbligare a memorizzare gli incantesimi al proprio Usufruitole di Magia. Mi sono quindi creato, in maniera amatoriale, qualche nuova classe, originaria dell’edizione 3.0, e, benché consapevole non interessi a nessuno, mi tolgo lo sfizio di rendere pubblico.
Insomma, ve la butto lì, si tratta di un post inutile come tanti altri, ma come dicono i Marlene Kuntz “noi passiamo spesso il tempo così, senza utilità, quella che piace a voi, senza utilità, perché non serve a noi…”

venerdì 1 aprile 2016

Le Sorprese del Grognardo: la Camera Agitata

Archiviato il Pesce d’Aprile, si passa alle cose serie. Domani alle 6.30 mi sveglierò come mio solito, non per andare non al lavoro, bensì alla Fiera del Gioco, che anche quest’anno si terrà a Modena.

 
Sabato mattina sarò in turno e parte del pomeriggio in giro a scuriosare, anche perché di solito, a questo punto della settimana, le novità che ritengo siano al mio livello (basso) di giocatore da tavolo le ho già provate. Intendiamoci, non voglio dire che ho provato dei brutti giochi, ma semplicemente dei giochi che non contengono combustibile pellet nella scatola.

 
Insomma, sono il giocatore di ruolo “american” per eccellenza, con Puerto Rico mi si infiammano le gonadi, mentre con un giochino ben ambientato ci sguazzo come un pesce. Quest’anno ci sono un sacco di titoli carini, facili e veloci, come gira da anni oramai, ma sono tornati di moda anche giochi che non sono altro che Heroquest rimodernati, alla faccia della Merkel!

 
Scritto lo sfogo con connotati politici, vi lascio continuare l’esplorazione della Tomba. L’unica, la più terribile.

giovedì 24 marzo 2016

I disturbi del Grognardo: apoplessia cognitiva pre-Play

“[…] ma tu non l’udisti e il tempo passava, con le stagioni a passo di giava.” Fabrizio De André – La guerra di Piero
 
Soffia così la primavera, soffia veloce e scopre il cielo rivelandoci nuovamente quel disco d’oro che pareva essersi perso da qualche parte. Soffia così veloce che Play è alle porte e così pure le orde barbariche che riempiranno i padiglioni. Forestieri  carichi di euro, desiderosi di sperperare il vile danaro in un gioco che useranno tre, quattro volte nella vita, prima di decretarne la fine sulla classica mensola. Già tremo al pensiero della maestra che mi chiederà delucidazioni su di un regolamento, che la casa editrice ha fatto pervenire in associazione da tre giorni appena.
 
Ma che ne so io?
 
Io non leggo un regolamento di un gioco da tavolo da almeno tre anni. Mi preparo come posso, come agli esami di Settembre, umiliandomi con qualche compagno di gioco, pregandolo di farmi un riassunto del manualetto delle regole.

martedì 8 marzo 2016

Le Recensioni del Grognardo: brevi storie per passare una serata - Under Illefarn

Recentemente, colpito da moti nostalgici, riportavo alla memoria i personaggi di giocatori con i quali ebbi il piacere di condividere momenti di serenità e allegria. I PG portavano spesso nomi che suonavano come storpiature di ben più blasonati eroi, insaporiti però da una carica autoironica, che solo un giocatore di gdr è in grado di attribuire.
Ecco quindi che il nano Gimli cedeva il passo a “Girmi”, nome ispirato, per confessione del giocatore stesso, dalla famosa pubblicità anni ’80 del robot da cucina che si promuoveva con lo slogan: “trita, sminuzza, affetta, impasta”. Legolas diveniva invece “Salogel”, l’elfo con la gommina tra i capelli (a detta di tutti gli altri membri del gruppo); quando tirava un fallimento critico la freccia puntualmente rimaneva incollata alla “leccata” extra-forte con la quale l’elfo si acconciava la mattina.
Non posso non sorridere a questa demenza giovanile (ma neanche dovuta troppo all'età, uno dei miei vecchi giocatori ha battezzato il suo ultimo PG Imong Ituttof....ovviamente si tratta di uno gnomo). 
I figuri esigevano diverso materiale e idee per tenere impegnate le mani e io non avevo molto tempo per prepararmi, mi buttavo quindi su opere brevi, da poter leggere tutte d'un fiato. Vi assicuro che mi hanno risolto diverse serate!
Ecco spiegato quello che vorrebbe essere il senso di questo e di, spero, altri futuri articoli: recensire avventure brevissime (2-4 pagine) o spezzoni tomi-campagna, ovviamente giocate in prima persona. Vi stupirete vedendomi svariare tra prima, seconda e quarta (!!) edizione.