Se chiedete cosa evochi la parola pulp a un passante casuale, quasi certamente penserà a John Travolta che balla a piedi nudi in compagnia della bellissima e strafatta Uma Thurman, a frullati al maraschino da cinque dollari, a valigette dal contenuto misterioso, a sermoni biblici per bocca di gangster col vezzo del predicatore, e ad altri personaggi sopra le righe. In effetti Pulp Fiction ha cambiato tutto. Da quel 1994 pulp ha iniziato a indicare un'estetica postmoderna che riprende i temi classici di sangue e violenza, mescolandoli con una forte dose di ironia, dialoghi serrati e citazioni colte. In Italia l'influenza di questa estetica ha dato vita alla stagione dei "Giovani Cannibali", un gruppo di scrittori - tra cui Niccolò Ammaniti, Aldo Nove e Tiziano Scarpa - che ha introdotto una scrittura cruda e frenetica, emula dei ritmi televisivi e cinematografici di quel decennio.
In origine, però, e qui devo molti concetti basilari al blog Libri Pulp di Nicola Gambetti, il termine pulp non indicava un genere narrativo, ma un supporto fisico. Derivava infatti da wood pulp - la polpa di legno - il tipo di carta di scarsissima qualità, utilizzata per stampare le riviste popolari americane tra la fine dell'Ottocento e gli anni '50 del Novecento. Mentre le riviste eleganti da salotto buono - le cosiddette glossies - erano stampate su carta patinata e costosa con articoli d'alta cultura, i magazine pulp venivano venduti a pochi centesimi nelle edicole delle stazioni. Per attirare i lettori di passaggio, queste riviste compensavano la qualità scadente della carta con copertine vivide e immaginifiche, raffiguranti mostri ruggenti, dame in pericolo e pistole fumanti, e storie d'azione pura ad altissimo tasso di adrenalina. Le caratteristiche chiave della letteratura pulp erano semplici e spietate: ritmo serrato e temi fantastici. Gli autori pulp venivano pagati una miseria, mezzo centesimo per ogni parola del racconto. Questo li costringeva a una produttività compulsiva e vulcanica. Fra i pilastri di questa era d'oro figurano giganti assoluti della letteratura d'intrattenimento: H.P. Lovecraft – il solitario di Providence che compirà gli anni tra un paio di giorni -, Edgar Rice Burroughs, creatore di Tarzan e John Carter di Marte, Raymond Chandler e Dashiell Hammett, padri del noir duro e puro, e Edmond Hamilton, maestro della prima fantascienza spaziale.
E poi c'era lui: Robert Ervin Howard.
Nato nel 1906 in Texas, Robert E. Howard era un tipo decisamente singolare. Alto, massiccio, appassionato di pugilato e sollevamento pesi, visse quasi tutta la sua breve e intensa vita a Cross Plains, una cittadina sperduta del Texas, dove l'odore del petrolio e della polvere si mischiano e caratterizzano i giorni di chi vi abita. Come per altri suoi colleghi, per Howard quello della scrittura non era un diletto, ma un modo per sbarcare il lunario ed evitare di dover fare lavori logoranti nei campi di estrazione del Texas. Nella sua stanza da letto, battendo furiosamente sui tasti della sua macchina da scrivere Underwood, ha inventato un sottogenere del fantasy che sarebbe diventato celebre con l’appellativo di Sword&Sorcery. Dai suoi taccuini sono usciti personaggi diventati leggenda: Solomon Kane: un puritano del Seicento armato di stocco e pistole a pietra focaia che vaga per il mondo a caccia di demoni e ingiustizie; Kull di Atlantide: un barbaro diventato re che riflette sul senso del potere; Bran Mak Morn: l'ultimo re dei Pitti che lotta per la sopravvivenza del suo popolo contro l'invasione delle legioni romane; infine il suo personaggio più famoso, Conan il Cimmero: un barbaro nato sul campo di battaglia, poi divenuto ladro, pirata, avventuriero, condottiero di eserciti, e infine re.Purtroppo, come per Lovecraft, la vita non regalerà molte gioie a Howard. La sua sarà un’esistenza segnata da una profonda depressione e dal legame viscerale con la madre. Nel 1936, a soli 30 anni, appreso che la madre malata era entrata in un coma irreversibile, Howard si toglie la vita nel garage di casa.
I motivi che legano le opere di Howard a questo blog sono
evidenti. I bene informati sanno che, mentre Tolkien rimane un’influenza
marginale, l'anima profonda dell'atmosfera di D&D e la siringa di
adrenalina ci viene iniettata durante l’esperienza di gioco è quasi tutta
ispirata ai romanzi di Vance e Robert Howard.
Nella Guida del Dungeon Master del 1979, l'ormai celebre
Appendice N che elenca la lista delle letture fondamentali per capire lo
spirito del gioco, Howard è in cima alle fonti primarie. Conan ha ispirato la
classe del Barbaro, archetipo dell'eroe che non indossa armature ingombranti,
si fida dei propri sensi, muove come una pantera e risolve i problemi a suon di
spadate; ha dettato il canone di avventure incentrate sull’esplorazione di
sotterranei per ricavarne un bottino che viene poi sperperato in locanda con
epiche bevute, risse e la compagnia donne bellissime; ha stabilito lo standard
di alcuni dei nemici principe delle ambientazioni fantasy, maghi malvagi e
culti oscuri, antesignani dei vari Lich, Maghi Rossi e stregoni vari, le cui
malefatte il vostro Master vi propina nei fine settimana.
Il legame tra Howard e D&D non si è fermato a fonti e ispirazione. Nel 1984, complice il successo commerciale dei film con Schwarzenegger, la TSR acquistò i diritti ufficiali del Cimmero per portarlo sui tavoli da gioco, pubblicando due storiche avventure per la prima edizione di Advanced Dungeons & Dragons: la CB1 - Conan Unchained! (1984), scritta da David "Zeb" Cook, e la CB2 - Conan Against Darkness! (1984), curata da Ken Rolston. I moduli contengono regole speciali per ricreare il tono di Howard: guarigioni più rapide per simulare la tempra d'acciaio dei barbari, meccaniche sulla Paura e un sistema di Eroismo per fare in modo che i PG possano compiere azioni devastanti, come uccidere un nemico con un colpo solo.
Ma perché il motivo di questa spiegazione sul pulp e rievocazione di Re Conan?
Ho appreso tramite il blog Grognardia che la casa di Cross Plains dove Howard ha creato Conan ed è vissuto con la famiglia, è diventata un museo gestito dai volontari locali dell'associazione no-profit Project Pride. Ogni anno ospita gli Howard Days, richiamando appassionati e studiosi da tutto il mondo. Tuttavia nemmeno la casa di Howard è immune al passare del tempo. La struttura ha urgente bisogno di interventi per la messa in sicurezza del tetto, delle fondamenta e della stanza originale dell'autore.
Allo scopo, la Robert E. Howard Foundation ha aperto una raccolta fondi. Salvare la casa di Howard non significa solo conservare quattro assi di legno in Texas, ma proteggere il luogo fisico in cui è nata la scintilla che oggi fa sognare milioni di lettori, giocatori di ruolo e appassionati di fantasy in tutto il mondo. Se avete mai lanciato un d20 per colpire un goblin o sognato di esplorare rovine dimenticate, fare una piccola donazione o semplicemente spargere la voce è il miglior modo per dire: Grazie, Robert.


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