Negli ultimi due o tre anni ho iniziato a usare Vinted con una certa assiduità. Parallelamente ho abbandonato eBay sempre più. I motivi sono ovvi a chi conosce entrambe le piattaforme, e quindi non perderò tempo a spiegarli. La grande novità è che se su eBay ero un semplice acquirente, su Vinted la mia attività è principalmente quella di venditore.
Forse saranno i cinquant'anni, ma sento gli oggetti avere sempre meno presa su di me. Ho avuto improvvisamente la necessità di disfarmi di tutto ciò che, restando inutilizzato per anni, mi dava un senso di oppressione, come se il ricordo stesso che generava mi opprimesse il petto.
Seguendo la scia di questa spinta emotiva, ho venduto quasi tutti i giochi da tavolo. Ho salvato pochi titoli carissimi come Dungeonquest - che gioco ancora un paio di volte l'anno - e Talisman, anche se quest'ultimo è in bilico verso la scaffalatura destinata ai partenti.
Ho venduto molti libri che sapevo non avrei più letto. Ho venduto diversi fumetti - anche se non ho una passione smodata in questo ambito qualche pezzo interessante lo possiedo, come i tre albi del Signore degli Anelli editi dalla Rizzoli Junior. Ho venduto persino dei regali, una cosa che mi hanno insegnato non si dovrebbe mai fare.
Mano a mano che mi alleggerisco, la sensazione di libertà cresce. In questo processo di progressivo abbandono delle cose materiali credo abbia qualche responsabilità Andrea Di Consoli, del quale ascoltai un'intervista su RadioTre un paio di estati fa. Recensivano il suo "Dimenticami dopodomani". Dopodomani, perché secondo l'autore anche l'amore più breve dovrebbe durare almeno un giorno intero.
Ho impacchettato tutto - in garage avevo uno scatolone che sembrava fatto apposta - e l'ho portata dal tabacchino vicino casa. In meno di due ore di quei libri non c'era più traccia in casa. Sulla via del ritorno ho pensato a quanto Dragonbane fosse un bel gioco, con pochissimi difetti. Illustrazioni bellissime, qualità della carta eccezionale, regolamento semplice e scorrevole, ma non banale. Poi un bellissimo bestiario, due campagne semplici come erano quelle di... Uno Sguardo nel Buio.
Ho realizzato che se c'è un gioco di ruolo fantasy oggi - disponibile in italiano - a potersi fregiare di erede dell'opera di Werner Fuchs e Ulrich Kiesow, questi è proprio Dragonbane.
Se oggi conoscete un gruppo di ragazzini che vogliano imparare a giocare fantasy come si faceva negli anni '80 o '90, in maniera spensierata, non ci sono alternative migliori. Nemmeno titoli blasonati, sicuramente validi, come Old School Essentials lo riescono a superare.
Chiudo infine dicendo che, proprio in questo momento ho fatto un paio di scoperte: la prima edizione di Uno Sguardo nel Buio e La locanda al cinghiale sono di nuovo disponibili al commercio, che non si trovano informazioni su Werner Fuchs, mentre esiste una pagina wiki dedicata a Urlich Kiesow, morto molto presto, nel 1997, a soli 48 anni. Anche se non lo sapevo mi sei mancato, ragazzo.

E' sempre un piacere leggerti, anche con il sottotesto un po' malinconico del post e dopo ben otto mesi di latitanza! Confesso che Dragonbane mi giunge nuovo, da internet vedo che è un gioco che incentiva "l'azione e lo spasso", non so se fa per me. Oggi come oggi credo che anche D&D 5 edizione può essere un buon viatico per il gioco, io almeno lo trovo piuttosto semplice. Certo, se uno è proprio digiuno di gdr...
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